La sensazione incredula di felicità in questo 20 giugno. La consapevolezza di aver lottato tanto, in momenti difficili, duri, distanti. Lei verrà a Mallorca, con me. Tutto si sta incatenando in maniera perfetta, come un tetris che mesi fa appariva catastroficamente caotico. Ancora mancano lungaggini burocratiche, visti, ma il più è fatto. Dovremo lottare ancora, ma il più è fatto.
C'è qualcosa che va al di là delle circostanze, del caso. C'è un profondo senso in questo cammino. Come aver percorso sentieri fangosi, polverosi, scuri, difficili, alternati a spiazzi soleggiati, prima di intravedere una vallata piena di sole, acqua, aria, calore, colori.
C'è anche un profondo amore per una terra, quella dei paesi catalani, che dal 2010 mi accolgono, mi regalano cose bellissime. Io sarò sempre grato e legato a quelle terre, e ora avrò il privilegio, la responsabilità e la gioia di portare con me la persona che amo, dandole qualcosa che è anche una briciola misera di compensazione di ingiustizie tra Nord e Sud del mondo.
Dal Lago Vittoria al Mediterraneo, di isola in isola. La nostra storia è tinta di un percorso così romantico da sembrare irreale. Abbiamo sofferto, e gioito.
Senza l'Africa, io non avrei mai avuto la pazienza, la fiducia, la calma per procedere passo a passo, senza l'ansia. Senza tutti i passi precedenti degli ultimi due anni e mezzo, non sarei mai arrivato qua. Quei passi, mi ricordo, erano iniziati di ritorno dal viaggio in Tanzania. Iniziò un percorso tortuoso, difficile, rocambolesco, con scivolate, errori, malessere, ma tanta, tanta tenacia e pazienza.
In questo percorso che mi ha portato per migliaia di luoghi, persone, mi ha dato la possibilità per assurdo di valorizzare le cose che accanto a me ci sono sempre, indifferenti ai temporali che perturbano costantemente il mio cammino. La mia famiglia, innanzitutto. Un grazie di cuore. Specialmente a mia mamma, in lacrime di emozione per noi.
Questa è una vittoria personale, di coppia, di famiglia, e politica. Sì, politica. Contro tutti questi repellenti esseri squallidi, che dall'osteria di paese alla Casa Bianca, parteggiano per confini, muri, avidità, ingiustizie storiche. Oggi io vinco, noi vinciamo, e voi rimanete con le vostre frustrazioni nazionaliste, le vostre ossessioni materialistiche, il vostro terrore a perdere una briciola dei vostri possedimenti immeritati dalla nascita, la vostra violenza interiore frutto di un malessere verso voi stessi. Oggi vince la speranza, l'uguaglianza, la possibilità incredibile. Oggi vince l'umanità.
Questa vittoria, insignificante granello personale in un mare di 7 miliardi di persone e di migliaia di miliardi di esseri viventi, va alle migliaia che stanno sul fondo di quel mare sulle cui rive, se tutto va bene, andremo ad abitare, alle loro famiglie, alle loro speranze. Un misero contrappeso al macigno di ingiustizia che tinge il mondo di oggi.
.the.Hive.
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