Ciao mamma. Cosa ci fai con me, anche adesso? Dove siamo? Mi sento bene... Perché piangi, anche qui dove finalmente la serenità regna? Staremo sempre assieme!
Non ricordo molto. So di tanta acqua. Non so parlare ed ora non ho nemmeno corde vocali né corpo, però ti posso parlare con l'anima in questa immensità dove non ci sono Dei vendicativi, ma solo uno spazio infinito e tanta pace...
Piangi, ma non capisco... Mi sussurravi parole di conforto anche quando l'acqua ci stava sommergendo le gole. Anche quando la nave se ne è andata lasciandoci nel deserto degli abissi blu, in preda a noi stessi. Le stesse parole di conforto di quando la sera spesso non avevi che da offrirmi un bicchiere di acqua calda come cena, mentre piangevo per la fame e il tuo seno era troppo asciutto, segnato dalle cicatrici del tempo. Eppure noi bimbi, come gli animali, percepiamo le emozioni profonde. Percepivo il tuo dolore, la tua disperazione, la tua solitudine. Papà è una parola che non mi hai mai insegnato, e che ho solo sentito pronunciare da altri bimbi. Le tue parole di conforto, di amore, non mi sono mai mancate, anche se io ero troppo piccolo per poterle ricambiare.
Anche quando ho esalato l'ultimo respiro misto ad acqua salata, aggrappato a te, mentre la mia anima abbandonava un corpo sfortunato, ti ho visto piangere, ma non era più disperazione, era quasi sollievo. Ti ho visto. Ti ho visto finalmente lasciarti andare, mi avevi perso nel deserto blu. Ti sei lasciata andare, senza più lottare, e tra l'amarezza infinita delle tue lacrime ho carpito una rassegnazione serena. Ti sei lasciata inghiottire con me dalle onde, rimanendo galleggiante tra i resti di un gommone di cui nessuno si è più curato. Ti sei lasciata inghiottire, senza più l'ansia di dover sopravvivere.
Ti ho aspettata, perchè so che sei sempre stata con me, da quando mi hai concepito, a quando mi hai allattato e cresciuto sola, lottando per portare a casa qualcosa per sopravvivere, tra le polveri delle strade della città e i cumuli di spazzatura mezza bruciata.
Perché piangi, mamma? Siamo liberi, ora. Siamo liberi da tutto. Siamo senza corpo, senza fatica. Non sono mai stato così bene. Ora rimani con me, guarderemo dall'alto e aspetteremo tutti gli altri che verranno inghiottiti dal deserto blu. Faremo una grande festa, qua, vagando liberamente e senza vincoli tra stelle e pianeti. Una festa solo per noi. Mamma, non piangere. Tutte quelle anime che ci hanno fatto del male, quelle della stanza nel deserto, quelle della barca, quella della nave armata, quelle che ci hanno lasciato mentre tu supplicavi con tutte le tue forze un aiuto, tutte quelle anime qua nello spazio tra le stelle non ci possono venire, perché hanno scelto di diventare pesanti come macigni. Me l'hanno detto quelle figure che sorridono felici mentre vagano vicino al Sole. Quelle anime pesanti finiscono attorcigliate una con l'altra nel centro delle stelle senza via di uscita, dicono. Noi invece, guarda... guarda la bellezza del cosmo, i colori, la libertà di esplorarlo. E ci sono tanti come noi, che con tanta serenità e sollievo, vagano nella pace.
Perciò mamma, non piangere più. Presto verrà anche la mia sorellina, gliel'ho detto prima di separarci in quella stanza scura dove ti hanno picchiato e fatto sanguinare tra le gambe. Siamo al sicuro, la vita sulla Terra era solo un incubo. Non piangere, mamma. Qua tra le stelle saremo felici, assieme, per sempre.
.the.Hive.
