dimarts, 4 d’octubre del 2016

A presto Africa

Arriva il giorno che non mi aspetto. Ho dentro di me una calma, forse data anche dalla stanchezza sul lavoro, che non avevo mai conosciuto. Mentre le dico arrivederci, senza lacrime ma con un sorriso, osservo una volta di più la bellezza pervasiva e semplice di queste isole. Ammiro la strada rossa, un po' scivolosa sotto queste piogge. Osservo le chiome degli alberi, che tante volte, anche ieri, sono le altalene delle scimmiette. Mi stupisco ogni volta, anche dopo quasi quattro mesi.

Sento dentro di me la calma totale, un oceano sopra cui capolino l'inevitabile tristezza dipinta anche in quei bellissimi occhi scuri di bontà semplice. Ma è solo una nuvola, perché splende il sole della felicità. Non è stata un'avventura. È stato vivere e affondare me stesso in questo mondo ancora semplice, fatto di necessità primarie. Non hai bisogno di nient'altro. Sento di aver vissuto ogni giorno non intensamente, ma pienamente. Il tempo stavolta non l'ho ridotto a mio schiavo, ma è stato mio compagno tranquillo e mansueto, che se rispettato ti restituisce tranquillità.

Sono pronto a tornare? Non lo so. Non so più com'è il mondo frenetico dove sono cresciuto. Immagino la bellezza dell'orto di mio padre, la tranquillità delle montagne. Ma poi c'è molto altro.

Appena arrivato a Entebbe, il ragazzo del boda-boda mi avverte che l'oppositore del presidente, Besigye, è stato di nuovo arrestato. Lui lo appoggia perché vuole un cambio di un Presidente-padrone che ha regnato 30 anni di fila. Voleva studiare fisica e matematica, poi ha ripiegato su ingegneria meccanica. Ma è senza soldi e non può pagare i 550 euro annuali della retta universitaria. Quindi si guadagna da vivere guidando senza casco questa moto scalcinata. È talmente frequente ascoltare questo che mi si è radicato ancora più forte il senso di fortuna e privilegio di cui godo. E mi si radica ancora di più il disprezzo per chi giudica senza sapere le condizioni di vita di queste bellissime e ingenue api nere.

All'orizzonte, per me privilegiato, ci sono opportunità di lavoro, che posso scegliere. Ora tocca godersi famiglia e casa. Poi ripartiamo. Con calma, consapevolezza, serenità.

Ho evitato addii troppo amari. Primo, perché so che è un arrivederci, anzi un "a presto".

Africa, sei irresistibilmente semplice. Questa volta non dimenticherò nulla. Non potrei anche volendo.

.the.Hive.

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