17 aprile 2016, Roma
Via. Si parte.
I giorni anteriori sono immersi nella tranquilla preparazione di quel che si può organizzare e prevedere. Un ultimo week-end nella città eterna, tra le sue millenarie rovine, civiltà lontane nel tempo, sepolte e solo in parte capite. E ora, a civiltà lontane nello spazio.
Da settimane ho chiuso tutti i miei averi in uno zaino da 50 litri, che mi accompagnerà per mesi. La sensazione di avere tutto sulle spalle è semplicemente favolosa e ancestrale. Una tasca diventa una stanza, un diario sostituisce tanti pixel, la carta ha il sapore magico di vita, l'inchiostro la sua linfa. Gli pcchi e i sensi, il regalo della vita.
La sensazione del viaggio non ha tempo, età, confini. Sono i colori, l'umanità primitiva, le lingue, i mondi lontani, le difficoltà che si affrontano e si sciolgono. Rari momenti di relax per ricaricarsi verso la tappa successiva. Il viaggio, i contatti umani, gli occhi, le meraviglie e le piccole cose banali. Lasciarsi sorprendere dalla varietà. Superare e sconfiggere le paure innate del diverso. Evitare il giudizio. Ogni uomo o donna è buono e malvagio, oscuro e trasparente, gioioso e triste, e questo è vero in ogni dove.
Dal 2011 almeno aspettavo questo momento: un'avventura vera in America Latina, e poi in Africa. Curiosità, voglia di vedere il mondo, di percepire fino in fondo le differenze.
Ho la grande fortuna di voler inseguire desideri, anche se è difficile e comporta rinunce apparentemente incomprensibili. Questa irrequietezza è parte del viaggiatore, il mondo è il suo giardino e una cartina genera una scarica di adrenalina. Non se ne va con l'età, solo diventa più consapevole, ragionata, digerita e, se possibile, più forte. Dall'Ecuador del 2011 come vacanza, all'avventura di lavoro in Honduras e Costa Rica, per poi volare in Uganda, nel 2016.
E' qualcosa che ho cercato a lungo, con tenacia, attraverso i miei 30
anni, attraverso periodi difficili costellati da errori miei ed altrui.
Scelta fatta un po' tardi secondo alcuni, anche presto per quarantenni o
cinquantenni che ne hanno fatto una scelta di vita. Ma è solo un
viaggio. Dentro e fuori.
Dedico questo a chi ho amato.
.the.Hive.
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